Statuto del Partito Democratico di Ravenna

Premessa

Premesso che il presente Statuto, coerente con lo Statuto Nazionale, viene adottato al fine di consentire la piena e regolare operatività del Partito a livello locale nelle more della approvazione dello Statuto Regionale, e che pertanto si provvederà all’adeguamento a seguito della entrata in vigore del citato emanando Statuto Regionale, si approva:

Art. 1 – Partito Democratico della Provincia di Ravenna
Art. 2 – Sede
Art. 3 – Finalità
Art. 4 – Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito
Art. 5 – Articolazioni organizzative territoriali
Art. 6 – Circoli
Art. 7 – Coordinamenti Comunali
Art. 8 – Coordinatore Comunale
Art. 9 – Direzione Comunale
Art. 10 –Tesoriere Comunale
Art. 11 – Coordinamenti d’Area
Art. 12 – Organismi dirigenti provinciali
Art. 13 – Assemblea dei Delegati
Art. 14 – Direzione Provincial
Art. 15 – Segretario Provinciale
Art. 16 – Il Tesoriere Provinciale
Art. 17 – Durata dei mandati
Art. 18 – Commissione di Garanzia Provinciale
Art. 19 – Conferenza permanente per le politiche di genere
Art. 20 – Organizzazione giovanile
Art. 21 – Strumenti per la partecipazione e la elaborazione del programma
Art. 22 – Finanziamento
Art. 23 – Patrimonio
Art. 24 – Scritture contabili e Rendiconto economico
Art. 25 – Collegio dei Sindaci revisori
Art. 26 – Norme speciali per l’attività del Partito
 

Art. 1 – Partito Democratico della Provincia di Ravenna

Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna è un’Associazione non riconosciuta e non commerciale, dotata di piena autonomia giuridico-patrimoniale, ai sensi del combinato disposto degli articoli 12 e 35 dello Statuto Nazionale, che rappresenta politicamente il Partito Democratico sul territorio provinciale e dirige, organizza e promuove le iniziative politiche dei Partito Democratico a livello provinciale.
Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna aderisce alle istanze politiche territorialmente superiori, regionale e nazionale, alle quali si ispira nelle propria attività politica, in quanto le finalità e gli scopi del Partito Democratico della Provincia di Ravenna, rispecchiano integralmente i principi e gli ideali del Partito Democratico, così come espressi ed enunciati nello Statuto, nel Codice Etico e nel Manifesto dei Valori Nazionali.
Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna indirizza e coordina il lavoro politico delle diverse articolazioni organizzative presenti sul territorio provinciale.

 

Art. 2 – Sede

L’Associazione ha sede nel Comune di Ravenna.

 

Art. 3 – Finalità

Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna ha come fine quello di porre in essere,
secondo gli indirizzi del Partito Democratico Nazionale e Regionale, tutti gli atti
necessari per l’organizzazione delle attività legate allo sviluppo dell’iniziativa politica del
Partito Democratico nei territori della Provincia di Ravenna.

 

Art. 4 – Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito

Alle iscritte e agli iscritti e alle elettrici e agli elettori competono i diritti e i doveri stabiliti dall’articolo 2 dello Statuto Nazionale.

 

Art. 5 – Articolazioni organizzative territoriali

Nel rispetto dello Statuto Nazionale, e sino alla approvazione dello Statuto Regionale il Partito Democratico della Provincia di Ravenna si articola come segue:
a) Circoli;
b) Coordinamenti Comunali qualora siano costituiti più Circoli nel territorio comunale;
c) Coordinamenti d’Area.

 

Art. 6 – Circoli

I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito.
Ogni Circolo si organizza attraverso: Assemblea degli iscritti, Comitato Direttivo,
Segretario, referente economico-finanziario del Circolo.
Nei Comuni dove è stato costituito un solo Circolo, questo esercita le funzioni attribuite
ai Coordinamenti Comunali di cui ai successivi art. 7 e 8.

 

Art. 7 – Coordinamenti Comunali

Qualora vi siano più Circoli all’interno di uno stesso Comune, viene costituito un
Coordinamento Comunale.
I Coordinamenti Comunali rappresentano politicamente il Partito Democratico sul
territorio comunale e dirigono, organizzano e promuovono le iniziative politiche del
Partito Democratico a livello comunale.
Ogni iscritta od iscritto ad un Circolo del Partito Democratico ha diritto al voto per
l’elezione dei delegati nell’Assemblea Comunale.
L’Assemblea Comunale elegge il Coordinatore Comunale, il Tesoriere, il Coordinamento
Comunale.
L’Assemblea Comunale è la massima struttura rappresentativa del partito a livello
comunale.
Sono organi del Coordinamento Comunale:
1. Il Coordinatore Comunale
2. La Direzione Comunale
3. Il Tesoriere Comunale

 

Art. 8 – Coordinatore Comunale

Il Coordinatore Comunale rappresenta politicamente il partito a livello comunale ed è
eletto dalla Assemblea Comunale a scrutinio segreto con la maggioranza dei voti
validamente espressi.
Il Coordinatore Comunale convoca, presiede, coordina la Direzione Comunale e può
nominare una segreteria con funzioni esecutive.

 

Art. 9 – Direzione Comunale

La Direzione Comunale promuove e realizza l’azione politica del partito a livello
comunale, attuando le deliberazioni dell’Assemblea e adottando provvedimenti che si
traducano in scelte operative ed impegnative per il partito.
La Direzione Comunale è eletta sulla base di criteri che garantiscano la rappresentanza
paritaria di genere, la rappresentanza territoriale e le componenti culturali e politiche.
Ne fanno parte di diritto, se iscritti al Partito Democratico della Provincia di Ravenna, il
Sindaco e i membri della Giunta Comunale, il Presidente e il capogruppo in Consiglio
Comunale, il Tesoriere e il coordinatore comunale del movimento giovanile.

 

Art. 10 –Tesoriere Comunale

Il Tesoriere ha la rappresentanza legale e giudiziale, sia attiva che passiva, del Partito Democratico a livello comunale ed esercita tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, salvo per gli atti che comportino acquisti, vendite e permute di immobili, assunzioni di mutui ipotecari con garanzia su beni immobili di proprietà e assensi a costituzione di ipoteche, per i quali dovrà munirsi di specifica preventiva autorizzazione da parte della Direzione Comunale, sentita la Direzione provinciale, nel rispetto delle previsioni contenute nel Regolamento Finanziario, previsto al successivo articolo 14.

 

Art. 11 – Coordinamenti d’Area

Le Assemblee Comprensoriali sono quelle dei comprensori del ravennate, del lughese,
e del faentino.
Tali Assemblee sono composte dai delegati all’Assemblea Provinciale eletti dai Circoli
dei Comuni che costituiscono il comprensorio e dai Coordinatori Comunali.
Ogni Assemblea Comprensoriale elegge a scrutinio segreto con la maggioranza dei voti
validamente espressi un Coordinatore d’Area.

 

Art. 12 – Organismi dirigenti provinciali

Nel rispetto dello Statuto Nazionale e sino alla approvazione dello Statuto Regionale, il Partito Democratico della Provincia di Ravenna si articola come segue:
1. l’Assemblea dei Delegati,
2. la Direzione,
3. il Segretario
4. il Tesoriere

 

Art. 13 – Assemblea dei Delegati

L’Assemblea dei Delegati è il massimo organo di indirizzo politico e programmatico del
Partito a livello provinciale.
Ai sensi del regolamento Provinciale, approvato dal Coordinamento Provinciale degli
eletti il 14 Ottobre 2007, l’Assemblea Provinciale è composta dai Delegati eletti dai
Circoli territoriali e da eventuali componenti di diritto.
L’Assemblea dei Delegati elegge, a livello provinciale, il Segretario, il Tesoriere, la
Direzione, la Commissione di Garanzia.
L’Assemblea si riunisce in via ordinaria almeno una volta l’anno.
L’Assemblea dei Delegati nomina tra i suoi membri un Presidente, che cura la
convocazione e la definizione dell’ordine del giorno.
L’Assemblea deve comunque essere convocata quando ne facciano richiesta almeno
un quinto dei suoi componenti o un terzo dei componenti della Direzione.
L’Assemblea delibera a maggioranza semplice degli aventi diritto presenti al voto.

 

Art. 14 – Direzione Provinciale

La Direzione Provinciale promuove e realizza l’azione politica del partito sulla base degli
indirizzi dell’Assemblea dei Delegati, attuando le deliberazioni dell’Assemblea e
adottando provvedimenti che si traducano in scelte operative ed impegnative per il
partito.
I componenti della Direzione sono designati in parte per via elettiva e in parte per
funzione, questi ultimi sono membri di diritto della Direzione.
I membri elettivi della Direzione, sono designati dall’Assemblea provinciale sulla base
di criteri che garantiscano la pari rappresentanza di genere, la rappresentanza
dell’articolazione territoriale, la rappresentanza delle diverse componenti culturali e
politiche.
Sono membri di diritto della Direzione Provinciale:
· I Coordinatori Comunali ed i Coordinatori Comprensoriali;
· Il Presidente dell’Assemblea Provinciale;
· Il Coordinatore provinciale del movimento giovanile;
· I Parlamentari e membri del governo;
· I Consiglieri Regionali e membri della giunta regionale;
· I membri della Giunta Provinciale;
· Il Presidente del Consiglio Provinciale;
· Il Capogruppo del Consiglio Provinciale;
· I Sindaci dei Comuni della Provincia;
· Il Tesoriere Provinciale.

La Direzione è convocata e presieduta dal Segretario Provinciale.
Deve essere inoltre convocata su richiesta motivata di un quinto dei suoi membri.
La Direzione Provinciale approva a maggioranza assoluta dei componenti tutti gli atti e i
regolamenti di carattere organizzativo.
La Direzione Provinciale approva a maggioranza assoluta dei componenti il
Regolamento Finanziario, previa consultazione delle Direzioni Comunali.
La Direzione Provinciale provvede altresì ad approvare ogni altro regolamento o
provvedimento che non sia espressamente riservato alla competenza di altri organi.

 

Art. 15 – Segretario Provinciale

Il Segretario Provinciale rappresenta politicamente il partito a livello provinciale. Il
Segretario Provinciale è eletto dall’Assemblea dei Delegati a scrutinio segreto con la
maggioranza dei voti validamente espressi.
E’ membro a tutti gli effetti della Direzione Provinciale.
Il Segretario può nominare una segreteria Provinciale con funzioni esecutive.

 

Art. 16 – Il Tesoriere Provinciale

Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea dei Delegati con la maggioranza dei voti
validamente espressi.
E’ membro a tutti gli effetti della Direzione Provinciale. Il Tesoriere ha la rappresentanza
legale e giudiziale, sia attiva che passiva, del Partito Democratico della Provincia di
Ravenna, ed esercita tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, salvo
per gli atti che comportino acquisti, vendite e permute di immobili, assunzioni di mutui
ipotecari con garanzia su beni immobili di proprietà del Partito Democratico della
Provincia di Ravenna e assensi a costituzione di ipoteche, per i quali dovrà munirsi di
specifica autorizzazione da parte della Direzione Provinciale.
Fatte salve altre specifiche previsioni, il Regolamento Finanziario provinciale disciplina
le modalità con cui il Tesoriere Provinciale coordina l’attività dei Tesorieri Comunali.

 

Art. 17 – Durata dei mandati

Gli organi nominati restano in carica fino alla nomina dei nuovi organi secondo quanto
verrà indicato dal futuro Statuto Regionale e nel rispetto dello Statuto Nazionale.

 

Art. 18 – Commissione di Garanzia Provinciale

Le funzioni di garanzia sono svolte dalla Commissione di garanzia.
L’Assemblea dei Delegati del Partito Democratico della Provincia di Ravenna elegge
con voto palese i componenti della Commissione di Garanzia, che svolge le funzioni di
assicurare la piena applicazione dello Statuto e del Codice Etico, l’esercizio dei diritti
degli iscritti e delle iscritte e delle elettrici e degli elettori, l’adempimento dei relativi doveri, nonchè il corretto svolgimento dei procedimenti disciplinari.
I membri della commissione di garanzia sono incompatibili con incarichi di direzione del
Partito.
La Commissione è composta da 5 a 9 membri, scelti fra gli iscritti e gli elettori del
Partito Democratico della Provincia di Ravenna che possiedano le necessarie
competenze, che non abbiano rapporti di dipendenza economica con il Partito e che
non rivestano cariche pubbliche elettive e non appartengano ad alcun altro organo del
Partito.
La Commissione elegge nel suo seno il Presidente.
La Commissione resta in carica per un periodo pari alla Assemblea Provinciale dei
delegati.

 

Art. 19 – Conferenza permanente per le politiche di genere

La Conferenza permanente è un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di
promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione
politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su
temi specifici.

 

Art. 20 – Organizzazione giovanile

Il Partito Democratico riconosce l’importanza, la ricchezza e l’originalità del contributo dei giovani alla vita del partito, promuove attivamente la formazione politica delle nuove generazioni e favorisce la partecipazione giovanile e una rappresentanza equilibrata di tutte le generazioni nella vita istituzionale del Paese.
Il Partito Democratico riconosce al proprio interno un’organizzazione giovanile, dotata di
un proprio Statuto e di propri organismi dirigenti.

 

Art. 21 – Strumenti per la partecipazione e la elaborazione del programma

Per quanta riguarda gli strumenti di partecipazione e di elaborazione programmatica si
richiama il capo VI dello Statuto Nazionale ed in particolare:
A – Forum tematici
Possono essere costituiti Forum tematici di livello provinciale che si prefiggono: la libera
discussione, la partecipazione alla vita pubblica, la formazione degli elettori e degli
iscritti al partito ed il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione di proposte
programmatiche.
I Forum producono materiali utili alle decisioni e all’iniziativa politica del Partito
Democratico.
La partecipazione ai Forum è aperta a tutti i cittadini e le cittadine. I partecipanti,
qualora lo accettino, vengono registrati nell’Albo degli elettori del Partito.
La costituzione di un Forum è deliberata dalla Direzione Provinciale.
B – Fondazioni, associazioni e altri istituti a carattere politico e culturale
Il Partito Democratico favorisce la libertà e il pluralismo associativo e stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, anche di livello locale, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone
l’autonomia.

 

Art. 22 – Finanziamento

Il finanziamento del Partito Democratico della Provincia di Ravenna e delle sue
articolazioni comunali sarà determinato dalle contribuzioni effettuate dalle iscritte e dagli
iscritti e dalle elettrici e dagli elettori ed in particolare:
* dalle quote associative;
* dalle eventuali contribuzioni straordinarie;
* dalle iniziative di autofinanziamento organizzate dalle organizzazioni territoriali;
* dalle sottoscrizioni elettorali;
* dalla contribuzione degli eletti.
Gli utili e gli avanzi di gestione, non potranno mai nè direttamente nè indirettamente
essere distribuiti agli iscritti o a soggetti terzi, ma dovranno essere destinati al
raggiungimento degli scopi e delle finalità istituzionali del Partito Democratico della
Provincia di Ravenna, salvo che la diversa destinazione o la distribuzione non siano
imposte dalla Legge.
E’ parimenti vietato distribuire, anche in modo indiretto, fondi, riserve o capitali a meno
che la distribuzione non sia imposta dalla Legge.

 

Art. 23 – Patrimonio

II patrimonio del Partito Democratico della Provincia di Ravenna e delle sue articolazioni comunali è composto:
a) dai beni mobili ed immobili che sono o diverranno di proprietà dell’Associazione;
b) dai residui di gestione che potranno anche essere destinate ad eventuali fondi di
riserva.
Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna e delle sue articolazioni comunali
amministra il proprio patrimonio, ricavando i mezzi finanziari necessari alla propria
attività istituzionale da quote associative, sottoscrizioni, contributi, conseguiti nei limiti e nelle forme previste dalla Legge, nonchè dai proventi risultanti dallo svolgimento delle attività economiche nei limiti consentiti agli Enti non Commerciali.
In caso di scioglimento il patrimonio sarà devoluto ad altri Enti con finalità analoghe od
a fini di pubblica utilità, sentito l’Organismo di Controllo previsto dalle norme vigenti e
salvo diversa destinazione imposta dalla Legge.

 

Art. 24 – Scritture contabili e Rendiconto economico

Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna e delle sue articolazioni comunali si
doterà delle scritture contabili necessarie ai sensi di Legge comprese quelle relative alla
contabilità separata, se necessaria.
Inoltre per ogni esercizio verrà predisposto a cura dei Tesorieri e nelle forme richieste
dalla Legge un rendiconto economico e finanziario, da sottoporsi al controllo di
legittimità del Collegio dei Sindaci Revisori ed all’approvazione delle competenti
Direzioni.
Il rendiconto deve restare depositato presso la sede di riferimento del Partito per
almeno otto giorni che precedono la Direzione convocata per la sua approvazione, a
disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla sua lettura.
Per l’attività economica effettuata, l’esercizio si chiude il 31 dicembre di ogni anno.

 

Art. 25 – Collegio dei Sindaci revisori

Le funzioni di controllo contabile sono esercitate da un collegio di tre componenti,
nominati dalla direzione provinciale per tutte le articolazioni territoriali del Partito.

 

Art. 26 – Norme speciali per l’attività del Partito

L’Associazione non ha scopo di lucro e la sua attività dovrà essere compatibile fin
dall’inizio con la possibilità di beneficiare del finanziamento pubblico ai partiti e di tutte le leggi che ne agevolano l’attività.
Il Partito Democratico della Provincia di Ravenna e delle sue articolazioni comunali ha
piena autonomia patrimoniale anche rispetto agli altri livelli territoriali dei Partito
Democratico ai sensi dell’articolo 35 comma 1 dello Statuto Nazionale e si configura,
dal punto di vista economico-giuridico, quale Ente non commerciale ai sensi delle
vigenti Leggi.
Il Partito potrà svolgere le attività economiche che realizzino direttamente le proprie
finalità politiche e sociali, così come delineate dall’art. 1) del presente Statuto.
Inoltre, potrà svolgere, funzionalmente alle proprie finalità politiche e sociali, anche
attività economiche connesse, sempre nel pieno rispetto delle normative di Legge.
I rapporti economico-patrimoniali tra il Partito provinciale, i Coordinamenti Comunali ed i
Circoli, saranno disciplinati dal Regolamento Finanziario.

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