Il biotestamento è legge. L’Italia, oggi, è un paese più civile

I sì sono stati 180, 71 i no e 6 astenuti. Il testo diventa legge. Un grande applauso si leva dall’Aula di Palazzo Madama.

Via libera dall’Aula del Senato al provvedimento sul biotestamento.

Cinque anni fa un cittadino italiano non aveva il diritto di decidere il tipo di trattamento desiderato nel caso si fosse trovato in una situazione in cui non poteva più esprimere alcuna volontà di scelta. Ora è possibile.

“Una bella giornata per il Senato. E’ stata approvata una legge per la dignità delle donne e degli uomini. Abbiamo tutti diritto a una nascita dignitosa, a una vita dignitosa e anche, finalmente, a una morte dignitosa”. Così il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che poi continua: “Oggi il Senato ha approvato una legge che autorizza le dichiarazioni anticipate di trattamento e quindi autorizza tutti noi a prevedere, quando ancora siamo nel pieno delle nostre facoltà, in grado di intendere e di volere, a decidere che non vogliamo accanimenti terapeutici nel momento finale della nostra vita”.

“Una legge giusta. Una legge storica. Per la dignità e la libertà delle persone nei momenti più difficili della propria esistenza. Il primo pensiero va a chi ne ha fatto per anni una grande battaglia civile”, così su Twitter il vicesegretario Pd, Maurizio Martina

“Oggi la dignità della persona in Italia fa un deciso passo in avanti”. Lo afferma Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Pd, esprimendo “soddisfazione e compiacimento” per l’approvazione del disegno di legge sul testamento biologico che introduce in Italia le Disposizioni anticipate di trattamento. Per Serracchiani “questa è una legge equilibrata che mette al centro la persona e il suo umanissimo diritto a vivere e spegnersi senza forzare la natura. E’ inoltre una legge che offre libertà’ rispettando le coscienze di tutti. Il voto a larga maggioranza, a prescindere dalle posizioni dei partiti, è un buon segno – conclude – sulla capacità del Parlamento di ascoltare e rispondere alla società”.

“Finalmente oggi abbiamo approvato una legge importante, equilibrata e di grande umanità che segna un passaggio di civiltà per il nostro Paese. Una legge tanto attesa che affronta un tema delicato come il fine vita con tutto il suo carico di sofferenza e di solitudine ” Lo afferma la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd.

“Legiferare su un tema così importante cercando di mantenere sempre presente la tutela della dignità del malato – aggiunge Maturani – significa confrontarsi con le tante sensibilità e responsabilità che riguardano un momento così particolare della vita di ognuno: per prime quelle del malato e poi quelle dei famigliari, dei medici e di chi assiste e si prende cura del paziente. Con questa legge abbiamo cercato di rispettare la condizione e i compiti di ognuno cercando di colmare un vuoto non più accettabile. Diritto, libertà e consapevolezza, quindi, sono le direttrici di questa legge: Nessun trattamento sanitario potrà essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata così come ogni persona maggiorenne e capace di agire avrà il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato e Il medico sarà tenuto a rispettare la volontà del paziente. Una legge che valorizza il rapporto medico-paziente e che sottolinea l’importanza dell’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative per alleviare le sofferenze del paziente e tutelare la dignità della vita nell’imminenza della morte senza irragionevoli accanimenti terapeutici. Questa legge è il risultato di un lavoro comune e trasversale che ha permesso al parlamento di approvare norme utili ai cittadini”, conclude Maturani.

In pillole: Le norme sul testamento biologico

  • Il consenso informato ai trattamenti sanitari

Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato, documentato in forma scritta o videoregistrato, della persona interessata. Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Il medico è tenuto a rispettare la volontà del paziente. Previste norme a tutela dei minori e degli incapaci. Il provvedimento promuove e valorizza la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico. Il consenso dovrà essere inserito nella cartella clinica del paziente.

  • Diritto all’informazione: ogni persona può conoscere le proprie condizioni di salute ed essere informata su diagnosi e prognosi, benefici e rischi degli accertamenti diagnostici e trattamenti sanitari, conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario.
  • Terapia del dolore e dignità della vita: il medico in ogni caso deve sempre adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente anche in caso di rifiuto o revoca del consenso al trattamento sanitario indicato. A tal fine è sempre garantita una appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Di fronte ad un paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte il medico si deve astenere da ogni ostinazione irragionevole o accanimento terapeutico.
  • Disposizioni anticipate di trattamento (DAT)
    Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminazione, può esprimere attraverso le DAT le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonchè il consenso o il rifiuto rispetto alle scelte mediche che riguardano la sua salute. Sarà possibile indicare una persona di propria fiducia, denominato fiduciario, che “faccia le veci e rappresenti il paziente nelle relazioni con il medico”. Le DAT, che devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, saranno inserite in un apposito registro istituito nel comune di residenza oppure presso le strutture sanitarie.

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