Congresso provinciale: la mozione di Alessandro Barattoni

Congresso provinciale ottobre 2017

Mozione di Alessandro Barattoni

“Nella mia vita ho sostenuto l’idea di una politica che è strumento di cambiamento nelle mani di tutti, soprattutto di chi non ha potere; e ho lottato per realizzarla.” P.I.

Una splendida domenica di 10 anni fa, il 14 ottobre del 2007, 3 milioni e mezzo di persone uscirono di casa per festeggiare la nascita del nostro Partito Democratico.
Tanti di noi custodiscono ancora gelosamente a casa il tagliandino di fondatore del PD, l’unico partito per il quale ad oggi valga ancora il principio “una testa, un voto”. Ricordiamocelo.
Veltroni vinse con il tema “per un’Italia più moderna, più giusta, più unita”.
Dieci anni dopo la crisi ha modificato standard, abitudini, usi e costumi, aspettative e speranze di milioni di persone nel nostro Paese. Nel quadro di una situazione internazionale sempre più allarmante, nuovi nazionalismi e destre violente e reazionarie prendono voti facendo leva sulle paure e sulle fragilità, figlie della fase in corso o eredità precedente aggravatasi in questi tempi. Mi sembra chiaro che la funzione del nostro partito sia ancora la stessa: cambiare l’Italia, riformandola in un’Europa che ha bisogno di passi avanti e di politiche pubbliche maggiormente condivise, non di arretramenti e incertezze.
Un PD più aperto, utile e plurale per un’Italia migliore in un’Europa più forte.

COMUNITA’ E INNOVAZIONE
Un partito di persone e per le persone

In un momento in cui soffia forte il vento dell’antipolitica e di chi mal cela l’assenza di un progetto di governo dietro la propaganda contro il più debole, meglio se diverso, vogliamo dare valore alla politica e alla comunità. Vogliamo dimostrare, a partire dalla quotidianità, la necessità e l’opportunità di un partito moderno, il cui costante obiettivo sia innalzare la frontiera dell’innovazione, accrescendo al contempo il livello di coesione della sua comunità.
Proprio comunità e innovazione sono i due concetti centrali di questa mia proposta: comunità perché è la forma più alta e consapevole del vivere insieme, una dimensione che presuppone partecipazione, responsabilità, identità e inclusione. Innovazione invece perché è il motore di qualsiasi sviluppo: sia economico, che sociale che politico.
È importante dare valore alla politica e alla comunità a partire da chi ogni giorno è in prima linea a rappresentaci, chi come amministratore, chi come segretario di circolo, chi come simpatizzante o volontario del nostro partito.
In un momento nel quale governare bene non basta più, nel quale a sempre più livelli si fa politica da volontari con passione e l’età media nella pubblica amministrazione è sempre più alta, è necessario che l’innovazione possa partire da un partito forte, pensante, con le spalle larghe, fatto di persone e fatto con le persone, che si ricavi i suoi spazi politici provando ad impostare temi, posizioni, battaglie culturali sul medio lungo periodo, per affiancarsi ai suoi sindaci e amministratori.
Un partito che deve saper essere umile, capace di ascoltare veramente, di pensare, proporre e saper ammettere e correggere i propri errori.
Ma non solo. Per essere utile un partito deve essere anche inclusivo, plurale e aperto, in grado di mettere in moto una mobilitazione cognitiva, promuovendo un confronto pubblico tra iscritti e simpatizzanti che sia in grado di attrarre, aggregare e organizzare quelle energie e competenze che non sono prerogativa di un gruppo ristretto, bensì diffuse tra tanti.
La compartecipazione progettuale nella formazione, nella ricerca e nella sperimentazione devono essere la base del coinvolgimento dei nostri iscritti ed elettori.
Ogni persona deve sentirsi parte attiva ed utile di un grande progetto politico e di comunità dal quale parta la necessaria innovazione.

Partito e Comunità
Dalle persone, con le loro aspettative, paure, bisogni, capacità e possibilità alle comunità. Partendo da noi stessi.

Un partito come il nostro, che funziona e raccoglie risultati importanti sia elettoralmente che come espressione di classe dirigente diffusa laddove c’è una forte coesione sociale mentre fatica dove i tessuti sociali sono fragili e sfilacciati, deve innanzitutto far sentire parte di una comunità politica i suoi amministratori, i suoi segretari, i suoi militanti e volontari.
Per questo, partendo dal modello di sperimentazione democratica attuato in questi mesi a Ravenna con la segreteria comunale, vogliamo ampliare su scala provinciale un metodo di lavoro volto a far sì che il partito torni ad essere un punto di riferimento solido e presente per le comunità e per quei territori dove non lo siamo più o dove non riusciamo ad esserlo in maniera efficace. Al contempo vogliamo consolidarci laddove lo siamo, mettendo in circolo le buone pratiche e facendo rete tra territori e capitali umani.
Allo stesso tempo un partito come il nostro, che voglia essere strumento democratico al servizio del bene della collettività, non può che partire dalla volontà di mettere in moto processi di questo genere, affrontando di volta in volta ambiti e temi specifici per consegnare poi ai propri organi politici apicali il frutto di quanto raccolto.
Auspichiamo un partito che sappia essere (pro)motore sia dell’organizzazione che della proposta politica grazie a una costante festa della partecipazione che culmini in pratiche quali le primarie, ma che possa sconfinare nella quotidianità della militanza tramite strumenti come sondaggi, consultazioni e anche il referendum degli iscritti. Strumenti previsti dal nostro statuto nazionale ma, a dir la verità, poco spesso praticati. Vogliamo provare a mantenere vivo e costante l’esercizio della democrazia interna, sperimentando questi ed altri strumenti di partecipazione e confronto sulle politiche e sull’organizzazione del partito, rivolti agli iscritti ma, a seconda dei temi e delle occasioni, anche agli elettori.
Parallelamente crediamo si debba lavorare con i cittadini per farli sentire parte di una comunità laddove questa non c’è: per questo pensiamo di dover lavorare sulla cittadinanza (responsabilizzando i cittadini e ampliando la sfera dei diritti) e sull’uguaglianza delle opportunità (intesa come la ricerca del massimo sviluppo delle capacità e delle possibilità di ognuno, lavorando parallelamente sul versante delle opportunità così come delle tutele).
Queste misure, individuali e non di massa, agiscono sulla coesione portando ognuno di noi a sentirsi parte di una comunità.

Partito e Innovazione
Dal dubbio, con coraggio e sperimentazione, per maggior consapevolezza e migliore qualità.

In una fase come quella contemporanea, attraversata da fenomeni di portata sovra-epocale e dalla vertiginosa velocità dell’informazione, non possiamo accontentarci di saperi di seconda mano. Ma dobbiamo essere una comunità di formazione permanente, mettendo al centro della nostra militanza il richiamo costante al valore dello studio, inteso come esercizio, impegno e disciplina, tramite il quale si acquisisce la forza della conoscenza, unica arma per contrastare la forza dell’arroganza del pregiudizio e della mistificazione.
La centralità dello studio è anche esercizio della pratica del dubbio e attenzione per il molteplice, lungo un percorso che affronti i problemi con coraggio e, a volte, sperimentazione.
Vorrei che, come partito e come amministrazione, esercitassimo maggiormente questa pratica. Credo che spesso avremmo conferma del buon lavoro che stiamo facendo, acquisendo maggior consapevolezza di come una politica pubblica o una scelta amministrativa puntuale siano ancora la scelta migliore nel momento e nelle condizioni date e che a volte, con la sperimentazione, potremmo anche migliorare la qualità della vita e delle risposte che siamo in grado di dare.
Un partito che vuole essere progressista, governare e fare politica non può ridursi alla gestione dell’esistente. L’obiettivo costante deve essere spingere in avanti la frontiera dell’innovazione. Le nostre amministrazioni saranno riconoscibili per la capacità di cura delle persone (attraverso la presa in carico di necessità e aspettative, lavorando sulla sanità e sulla sicurezza); per le innovazioni in campo ambientale rendendo le nostre frazioni, i paesi e le città maggiormente adattabili e resistenti a quegli eventi climatici che da eccezionali stanno diventando sempre più ordinari; per gli investimenti culturali, perché indietreggiare e diminuire le poste di bilancio sulla cultura vuol dire non pensare al futuro.
È su queste basi che potremmo sostenere i nostri livelli istituzionali in un rapporto nuovo, di slancio, ponendoci a fianco delle amministrazioni e riappropriandoci della discussione e del dibattito sugli indirizzi politici.
Un partito deve lavorare per costruire nuove opportunità per le giovani generazioni alle quali deve rivolgersi per conoscere, capire ed essere “contaminato” dalle loro idee, dai loro problemi e dal loro entusiasmo.
Un partito deve anche essere strumento di integrazione sociale e generazionale: solo così si possono costruire comunità politiche, sociali e umane coese e solidali.

So che una candidatura unica non diventa automaticamente unitaria e lavorerò dal primo giorno affinché lo possa diventare.
La mia storia personale è fatta di lavoro, con tutti e per tutti, di impegno a favore della mia comunità, di ascolto e di confronto leale e trasparente.
Lo sforzo che è stato fatto fino ad oggi è stato per unire, va proseguito ed è la precondizione per continuare a fare un buon lavoro.
Dobbiamo vivere le differenze e le tante sensibilità come un valore. Ci arricchiscono ed è necessaria una loro valorizzazione.
Dobbiamo tornare a mettere al centro il valore e il rispetto per le persone, per costruire un partito che sia davvero riferimento e motore per la costruzione di un modello di società aperta, inclusiva e con lo sguardo rivolto al futuro.

Scarica il file PDF della mozione

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